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Il Monte Corchia e il Canale del Pirosetto

Una montagna importante, un sentiero avvincente e l'immancabile sosta al rifugio del Freo

Il Monte Corchia, il Canale del Pirosetto e il rifugio di Pietrapana

Una delle salite più belle per il Monte Corchia, attraverso un sentiero difficile da dimenticare!

Per raggiungere la vetta del Monte Corchia ci incontreremo a Levigliani per poi spostarci in macchina fino al punto di partenza dell’escursione. Da Passo Croce seguiremo la via di cava fino all’attacco del sentiero; da lì procederemo su cenge erbose frequentante da capre selvatiche e mufloni fino al canale roccioso del Pirosetto. Usciti dal framezzo del III e IV torrione un sentiero aperto, tra i più suggestivi delle Alpi Apuane, ci condurrà sull’antecima Corchia Ovest.  Tra i canti dei Gracchi Corallini, simbolo del parco, e su un bellissimo sentiero di cresta raggiungeremo la vetta a 1677 mt. Durante il comodo rientro dalla Valle di Mosceta faremo una breve pausa al rifugio Del Freo, per poi chiudere il giro.

Lunghezza
11 km
Dislivello
1000 mt
Difficoltà
Impegnativo
Ritrovo
Levigliani
Costo
17,00 Euro
Parla con la guida
+38 338 4181081 - info@terratrails.it

La cresta della montagna, la Valle di Mosceta e l’Alpeggio del Puntato

Un'escursione avventurosa e spettacolare, forse un po' faticosa, ma che saprà regalare ai partecipanti un'autentica esperienza apuana

Ci incontreremo ai piedi del Monte Corchia presso il paese di Levigliani, un antico centro della valle di Cansoli, area già vissuta, come testimoniano numerosi reperti rinvenuti di recente, da etruschi e liguri apuani. Seguendo prima la via di Arni per un breve tratto, e poi quella della Linea, saliremo fino a passo Croce, località amena e panoramica da cui si scorge il mare e si gode di una bellissima vista sulle Apuane Centrali e Settentrionali. Lasciata la macchina procederemo fino all’imbocco del sentiero per iniziare la nostra salita, fino a percorrere tutta la cresta del Monte Corchia fino alla vetta.

Siamo in terra di cave e il Monte Corchia porta i segni del disastro ben evidenti anche dalla costa, come Cava Tavolini e Piastraio, ma sulle sue pendici insistono altre cave, come la Bebice, Borra Fonda e i Catini Alto e Basso. La montagna è la “sede” di uno più complessi sistemi carsici europei, in gran parte svuotata dall’azione delle acque, conta oltre 70 km di gallerie. L’Antro del Corchia è visitabile attraverso tour guidati, come le Antiche miniere dell’Argento Vivo nei pressi del paese, e insieme alle Grotte del Vento e quelle di Equi, rappresenta una delle esperienze più incredibili che le Apuane possano offrire ai più curiosi. In tutti e tre i casi si scende infatti nelle viscere della catena montuosa, dove l’acqua scompare inghiottita da pozzi e abissi, per tornare a trovarci attraverso fiumi sotterranei che strisciano tra stalagmiti e stalattiti maestosissime.

Nella prima parte del percorso ci muoveremo su sentieri non segnati se non da piccoli emetti di pietra, e superate le cenge iniziali erbose e il Canale del Pirosetto, che si snoda tra il III e il IV torione della montagna, il nostro percorso uscirà finalmente sulle pietre. A questo punto una salita aerea spettacolare, un po’ faticosa ma mai troppo difficile e dall’esposizione contenuta, ci porterà inizialmente sulla quota più bassa della montagna, il Corchia Ovest (1632 mt) e infine sulla vetta vera e propria a 1678 mt sul livello del mare. Dopo una meritata pausa, giusto per riprendere il fiato visto il grande dislivello da compiere in un tratto molto breve, prenderemo la via per il Rifugio del Freo. Passeremo dall’ex bivacco Lusa Lanzoni, dato alle fiamme nel 1994 dai cavatori di Levigliani in seguito al fermo, purtroppo temporaneo, delle cave dei Tavolini e simbolo relativamente recente delle lotte ambientaliste.

La discesa non sarà banale, si tratta infatti un sentiero abbastanza ripido, su rocce, brecciolino e sfasciumi che potrebbe nascondere qualche insidia, ma senza dimostrarsi mai davvero pericoloso. Durante questo tratto si incontreranno antiche vie di lizza, capanne di pastori e il panorama sulle panie ci accompagnerà per tutto il tempo fino all’arrivo nella Valle di Mosceta.

Antico crocevia, tra i più importanti delle Alpi Apuane, la valle un tempo importante area di pascolo, era anche collegamento cruciale tra la Versilia e la Garfagnana. Da qui passano infatti le famose Vie dei Contrabbandieri, in parte ricalcati dai sentieri CAI N° 9 e 128, attraverso i quali si accede alla valle della Turrite Secca, al borgo di Isola Santa e poi giù, seguendo la via di Arni, fino a Castelnuovo Garfagnana.

Una volta giunti al rifugio del Freo, o di Pietrapana come ci ricordano i Canti Danteschi, ci concederemo un po’ di riposo e tutto il tempo necessario alla pausa pranzo. Da lì imboccheremo il sentiero CAI 128 e passando per la Tana dell’Uomo Selvatico raggiungeremo il Puntato, un tempo alpeggio dei pastori di Terrinca. Il caratteristico centro rurale, in parte ristrutturato, ci accoglierà con i suoi sentieri bordati di faggi e la graziosa chiesa della Santissima Trinità, dalla quale con il sentiero N°11 raggiungeremo il punto di partenza dell’escursione.

Concludendo si tratta di un bellissimo percorso, purtroppo non adatto a chi soffre di vertigini a causa della relativa esposizione e dei passaggi aerei di cui abbiamo già parlato, ma per coloro che potranno affrontarlo sono in serbo grandi sorprese, scorci unici e quella sensazione di avventura tipicamente Apuana. Vi aspetto!

Diego Barsuglia

Sono guida ambientale e fotografo professionista. Organizzo trekking, escursioni fotografiche e workshop in Toscana, mi occupo di educazione ambientale in scuole e conferenze. Da fotografo mi dedico prevalentemente ad ambiente, inquinamento e consumo di suolo. I miei lavori sono apparsi, tra gli altri, su L'Espresso, Sette, Repubblica, RAI e SKY.

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